La sua essenza.... il ferro. La forma, cilindrica, al tatto…gelido, alla vista, brilla di luce propria.
Asta domata dal fuoco, temprata dall’acqua, forgiata da sapienti mani diventa un prezioso utensile.Le sembianze tradiscono la sua vocazione…umana.
Viene alla luce per amore,e’ vivo, pulsa, al contrario della sua nuda apparenza. E’ il continuum dell’uomo, perche’ ne eredita l’anima: la tempratura rispecchia il carattere, la freddezza, la sua risolutezza, la perfezione delle sue forme, l’estetica. Il suo aspetto esteriore presenta una superficie estesa. Alle estremita’ ci sono due due segmenti esterni, muscolari ed ipertrofici come le braccia, uniti a quello centrale da due anelli sferici, le spalle, guardiani e difensori della struttura. I due fermi, piccoli ma flessibili, tengono in sede i dischi, agenti perturbatori, impedendo la loro oscillazione, quasi un volersi ribellare alla loro futura sottomissione…….
Da un’ estremita’ dell’anello all’altra si nota il corpo centrale, diviso simmetricamente in due, ove le zigrinature sia a destra che a sinistra ne fanno da padrone. Sono infinitesimali, minute e fitte disposte perfettamente in modo trasversale e geometrico su quella superficie priva di scabrosità, quasi a voler ricercare l’armonia delle proporzioni, sono le rughe che si accavallano l’una sull’altra a testimoniare il tempo che passa….
Alla fine di questo lavoro sapiente e paziente l’asta si elonga fluida, uniforme, perfettamente levigata, lucente come uno specchio. Le dita accarezzano impavide l’esteriorità come fossero le curve vellutate di un corpo femminile, senza sbavature.
Una mini zigrinatura si pone al centro, quasi a ricordare che l’equilibrio e’ comandato da un organo solo, il cervello. Quella piccola scalfitura, quel segno, indicano il potere su tutta la struttura. Dal centro dipende tutto, la gloria o l’oblio.
Il bilanciere sembra proprio il riflesso delle nostre aspirazioni e paure che ci accompagnano tutta la vita, ma e’ anche il nostro amico vero che non vorremmo mai perdere.





